Davvero un bel libro di formazione quello scritto da Luigi Carletti. Una storia che ci porta a conoscere l’adolescenza di Cristiano in un non specificato centro della provincia italiana. Un’adolescenza che si dipana tra
partite di calcio, le prime esperienze di sesso, la confusione di una situazione familiare tra una madre bigotta e un padre sfuggente e vagamente socialista, la scuola, le relazioni con gli amici, la tragedia della droga.
Tutto si svolge negli anni settanta, anni difficili che partono con un grande sogno di cambiamento e finiscono nella sconfitta della tragica esperienza della lotta armata.
Cristiano è una giovane promessa della polisportiva Girasole, gestita dai fratelli Semplici, comunisti. La madre è sconcertata dalla sua scelta e di questo incolpa il marito. Gli interessa poco quanto gli accade attorno, il suo sogno è giocare nel Torino con Pulici e Radice. Eppure questo obiettivo non è seguito con coerenza. Ogni volta la sua curiosità della vita lo porta ad esperienze che lo allontanano dal calcio, che poi riprende ogni volta da dove ha lasciato. Il conflitto permanente con Clara, una specie di voce della coscienza che lo accompagna per tutto il periodo fino alla maturazione.




